Eventi - Word Play 2007

Nella parte letteraria del Festival, ideata ed organizzata dalla Scuola di Narrazioni Arturo Bandini di Nausika, PRESENTIAMO:

SCUSA SE TI CHIAMO AMORE… di Federico Moccia, Rizzoli

Federico Moccia

Niki e le sue amiche sono all’ultimo anno di scuola. Malgrado abbiano la maturità ne combinano ogni giorno di tutti i colori. Sfilate, feste, rave e tutti i possibili eventi anche fuori Roma. Alex è un “ragazzo” di quasi trentasette anni. Si è lasciato da poco e senza un vero perché con la sua fidanzata storica. Intorno a lui ruota un mondo complicato e divertente: i suoi genitori, le sue sorelle sposate e con figli e poi i suoi tre amici Enrico, Flavio e Pietro, anche loro tutti già sposati ma ognuno con le proprie particolarità. Enrico è geloso, Flavio metodico, Pietro invece è in fissa con tutte le donne del mondo. Alex è un pubblicitario e ha delle grandi responsabilità all’interno della sua azienda. Ma è appena arrivato un giovane rampante che mette a repentaglio il suo lavoro. E tutto questo non sarebbe niente se quella mattina Alex non incontrasse Niki. O meglio, se i due non si scontrassero. Niki è una bella ragazza, è divertente, è intelligente, è spiritosa, è allegra. C’è solo un piccolo dettaglio. Ha diciassette anni.

Vent’anni meno di Alex. E dopo l’incontro di quella mattina, nulla sarà più come prima. Il mondo adulto si scontra con quello degli adolescenti.

Federico Moccia

Figlio d'arte, suo padre Giuseppe Moccia, meglio conosciuto come Pipolo, è stato primo sceneggiatore cinematografico, assieme a Castellano, di vari pellicole di Totò, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ed altri comici nostrani, e poi regista di alcuni tra i maggiori successi commerciali della commedia all'italiana a cavallo tra gli anni '70 e '80, come 'Il bisbetico domato', 'Attila flagello di Dio', 'Il ragazzo di campagna' o 'Scuola di ladri'.
Proprio 'Attila flagello di Dio' segna anche l'esordio nel mondo del cinema di Federico, che vi partecipa, appena diciannovenne, come aiuto regista. Nel 1987 ci prova quindi da solo, ma 'Palla al centro' passa completamente inosservato, costringendolo a passare alla tv: nel 1989 partecipa così sia come regista che come sceneggiatore al progetto di 'College', telefilm giovanile e giovanilista con Federica Moro. In TV rimane a lungo anche in qualità di autore, scrivendo i testi di molte trasmissioni di successo nel campo dell'intrattenimento come, recentemente, 'Domenica In'.
Nel 1992 ha scritto il suo primo libro romanzo Tre metri sopra il cielo. In un primo momento Federico Moccia ebbe dei problemi nel trovare una casa editrice che fosse disposta a pubblicare il suo romanzo d'esordio, poi la Feltrinelli decise di pubblicarlo, ma con una tiratura di poche copie. In seguito accadde un fenomeno piuttosto strano: le poche copie del libro vennero fotocopiate dai giovani lettori che si appassionavano sempre di piu.
Intanto, nel 1998, fa un altro tentativo nel cinema col film 'Classe mista 3A', da lui scritto e diretto, che si avvale anche della partecipazione di Paolo Bonolis: è però un altro fiasco.
Ritorna quindi dietro le quinte televisive, per uscirne però a sorpresa nel 2004, a quarantuno anni, quando il suo libro Tre metri sopra il cielo, dopo il boom di diffusione tra i licei romani, viene rivisto dalla Feltrinelli in una nuova edizione ridotta: il successo è immediato e porta anche ad una riduzione cinematografica, con tanto di ripubblicazione della versione originale ed integrale del 1992. Con il libro Tre metri sopra il cielo, Moccia ha vinto il Premio Torre di Castruccio, sezione Narrativa 2004 e il Premio Insula Romana, sezione Giovani Adulti 2004. Il romanzo è stato venduto in tutti i paesi d'Europa e persino in Giappone e Brasile.
Nel 2006 esce il suo secondo romanzo Ho voglia di te (Feltrinelli), seguito del libro precedente, da cui viene tratto l'omonimo film l'anno seguente.
Nel 2007 nelle librerie regna Scusa ma ti chiamo amore edito da Rizzoli, e il personaggio di Federico Moccia è diventata tanto celebre che è stato imitato più volte da Fiorello nella trasmissione Viva Radio 2 dal 5 marzo 2007.

Molti storcono il naso davanti al successo di Federico Moccia, … eppure il suo primo romanzo ha avuto successo a furor di popolo…, ancora una volta in Italia una concezione elitaria della letteratura ci accompagna: se un libro ha successo è certamente brutto? 

Una cosa è certa: Moccia ha intercettato i sogni ed i bi sogni degli adolescenti, con un tono favolistico, con amori che assomigliano a quelli di Cenerentola o di Biancaneve.

Forse le PROSPETTIVE della letteratura per ragazzi tornano in direzione di un mai sopito romanticismo… ? 

Dedicato ai giovanissimi… in tema con il Festival

 

Nella parte letteraria del Festival, ideata ed organizzata dalla cuola di Narrazioni Arturo Bandin i d

i Nausika, PRESENTIAMO:

 

Drigo e Botti - Rock Notes

Il diario di una rockstar contemporanea. Drigo, chitarrista dei celebri Negrita,

si lascia andare a ricordi e riflessioni e racconta la sua vita: la passione per la musica, l'incontro con Cesare e Pau, con cui forma il primo nucleo del mitico gruppo; e ancora i dischi, le canzoni, i tour e i viaggi in tutto il mondo. In queste pagine spiega il significato del successo e quanto possa cambiare la personalità e la vita di una persona. Ma soprattutto fa entrare nel "dietro le quinte" di un'esperienza musicale tra le più interessanti del panorama italiano contemporaneo.
La seconda faccia dell'animo del chitarrista dei Negrita. Dal sentimento vibrante delle note di una Stratocaster a scene di vita, racconti, flashback che hanno animato la vita di un musicista nella scena musicale d'oggi. Non si può certo dire che l'autore ci racconti per filo e per segno vita morte e miracoli dalla nascita ad oggi, non è un autobiografia, o almeno non vuole esserlo direttamente, ma come giustifica il titolo, vuole essere piuttosto un taccuino di appunti di "viaggio", il più colorito possibile dalle esperienze di una vita sospesa tra musica e vita quotidiana.
Riflessioni sul presente, sulla politica americana post 11 settembre, il sud-america, gli incontri, le collaborazioni musicali, ricordi di vita sospesi tra palco, rock-blues, i Negrita, vita di provincia, famiglia e amicizie che dipingono (come alcuni degli schizzi presenti nel libro, ad intervallare racconti e note, ndr) il quadro dell'esistenza, gioie e dolori dell'essere musicista, e di averlo sempre desiderato dalla "benedizione", se così la possiamo definire, di SRV (Stevie Ray Vaughan) all'abbandono del gruppo da parte di Zama (ex batterista dei Negrita) all'implicito riferimento all' "incidente" della mano.
lo spettacolo tratto da "Rock Notes" è una produzione della Scuola di Narrazioni "Arturo Bandini" di Nausika
Enrico Salvi, in arte Drigo, e' il chitarrista solista. Fin da piccolo la sua passione per la chitarra era enorme, tanto da andarsi a comprare con i primi soldi una Stratocaster.
E' anche autore di alcuni testi dei docs, come Hemingway (e' un grande appassionato di libri e di questo scrittore in particolare), Lasciami dormire ("dedicata" ad un suo amico che ha avuto problemi con la droga, come detto dallo stesso Drigo in alcuni concerti dell'XXX tour '97, proprio prima di eseguire questo pezzo), Prima del grande giorno e Tutto bene.
Queste ultime tre canzoni, contenute rispettivamente in XXX (1997), Radio Zombie (2001) e L'uomo sogna di volare (2005), sono cantate da lui.

Francesco Botti attivo dal 1990, si è specializzato presso la Scuola D’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano studiando con Kuniaki Ida, Giampiero Solari, Elisabeth Boeke, ed Emanuele De Checchi.

Nel periodo 1996 - 2001 partecipa a produzioni teatrali presso Teatro Out Off di Milano, CRT salone di Milano, Festival Intercity, Cantiere Internazionale di Montepulciano, Prato Fabbrica Cultura, Il Teatro e il Sacro e altri.
Contemporaneamente approfondisce la sua formazione partecipando a seminari e corsi con Giorgio Rossi, Marisa Fabbri, Loriano della Rocca (ex Cricot 2 di Tadeusz Kantor), Sergio Pisapia Fiore e Giulia Lazzarini. Attore in“Arthur et Belle” di Francesco Botti, regia di Fernando Maraghini ed Erica Pacileo, e nel lungometraggio “L’ultima stagione”, ad esso ispirato, vincitore del primo premio Videoeventi 2002, Accademia Internazionale di Studi in Arti e media, Torino. Socio fondatore di Teriaca. Recentemente apparso su Rai 2 in due sceneggiati. Autore di testi teatrali e narrativa, attualmente collabora con la Scuola di Narrazioni Arturo Bandini di Arezzo che lo ha già prodotto per lo spettacolo “La Piena” di Guido Conti e "Reparto Macelleria" di Marco Vichi.

 

 

Nella parte letteraria del Festival, ideata ed organizzata dalla Scuola di Narrazioni Arturo Bandini di Nausika, PRESENTIAMO:

E’ FINITO IL NOSTRO CARNEVALE di Fabio Stassi, Minimum Fax

Fabio Stassi - E' finito il nostro carnevalePilar

È finito il nostro carnevale è la storia di Rigoberto Aguyar Montiel: una macedonia di geni razziali, un senzaterra, un anarchico, un nemico dell'ordine costituito ma soprattutto un amante del calcio e delle donne. Nella Parigi di fine anni Venti (a pochi mesi dal primo campionato mondiale di calcio) Rigoberto si innamora perdutamente di Consuelo, la magnifica modella che poserà per la creazione della coppa Rimet. Scomparsa misteriosamente la ragazza (nel laboratorio di un orafo di nervoso talento), Rigoberto promette a se stesso di rubare la statuetta d'oro, facendone il simbolo di tutte le speranze perdute dagli uomini.


Inizia in questo modo una lunga cavalcata in giro per i cinque continenti. Nelle vesti di cronista sportivo – sempre sull'orlo del licenziamento – Rigoberto insegue la Diosa de la Victoria campionato del mondo dopo campionato del mondo, dall'Italia fascista del '34 alla swinging London del '66, dall'Uruguay di Schiaffino al Brasile di Garrincha e Pelè. Tra rovesci di fortuna, azioni rocambolesche, colpi di scena, il lungo viaggio di Rigoberto è anche l'attraversamento del Novecento, un percorso pieno di occasioni luminose (l'incontro con Ernest Hemingway, con Django Reinhardt, con Tom Jobim e Vinicius de Moraes) e di momenti tristi (la seconda guerra mondiale, le dittature sudamericane degli anni Settanta, la fine del calcio come branca del romanticismo).
È finito il nostro carnevale è un romanzo picaresco ma anche il canto dolente alzato a un'epoca ormai conclusa (quella di chi «correndo sulla fascia destra, muoveva un corridoio di farfalle»): ai suoi errori, al suo troppo amare, ai suoi uomini, le sue donne, i suoi miti.

Fabio Stassi (1962), di origine siciliana, vive a Viterbo e lavora a Roma in una biblioteca. Scrive sui treni. Nel 2006 ha pubblicato il romanzo Fumisteria (GBM).

ALCUNI COMMENTI DELLA STAMPA al romanzo

Gianni Mura - Il Venerdì
Stassi si rivela fin dalle prime pagine uno dei più sudamericani tra gli scrittori italiani.

Carlo Annese - QuasiRete - la Gazzetta dello Sport
E' uno di quei libri così belli che è difficile catalogare, e proprio per questo imprimono un segno molto forte.

Darwin Pastorin – Liberazione
La nostra letteratura, con È finito il nostro carnevale, è diventata più ricca. Può contare su un prezioso gioiello in più.

Il Mattino
Un Carnevale nel quale tutto si fonde a ritmo di samba, struggimenti, eroismi, colpi di genio

Federico Batini – SuperEva

Stassi si propone prepotentemente come uno degli autori più interessanti della nuova generazione di narratori italiani, da non perdere.

L’intervista a Stassi su Fahrenheit
http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/un_libro/archivio_2007/audio/libro2007_04_17.ram

Fabio Stassi sarà accompagnato dalla cantante Pilar, per la quale ha scritto testi di canzoni.

PILAR

Ilaria Patassini, diplomatasi al conservatorio in canto. A partire dal 2005 inizia ad ottenere alcuni premi, come L’artista che non c’era indetto dalla rivista L’isola che non c’era patrocinato dal Club Tenco, e nel 2006 è semifinalista di Musicultura. Recentemente ha lavorato con il compositore Louis Siciliano per le colonne sonore di alcuni film. . Il 21 febbraio per la VCM/01 è uscito il suo primo album dal titolo Femminile Singolare.

Due giovani artisti di elevatissima qualità due PROSPETTIVE … in tema con il Festival 

 

 Nella parte letteraria del Festival, ideata ed organizzata dalla Scuola di Narrazioni Arturo Bandini di Nausika, PRESENTIAMO:

LA LUNA FREDDA… di Jeffery Deaver, Sonzogno

Deaver, Vichi, Simi

In una gelida notte di dicembre, con una luna piena che si staglia brillante nel cielo nero di New York e la paura diffusa tra la gente di un nuovo 11 settembre, un killer spietato colpisce due volte a poche ore di distanza. Sulle scene dei delitti lascia il suo “biglietto da visita”, un costoso orologio con le fasi lunari sul quadrante e un messaggio firmato: “La Luna Fredda piena nel cielo brilla sulla terra morta e dice che è ora di finire il cammino cominciato con la nascita. L’OROLOGIAIO”.
Tutto lascia supporre che i due omicidi non siano destinati a rimanere gli unici. Il criminalista Lincoln Rhyme e i suoi collaboratori hanno a disposizione solo poche ore per fermare quel killer geniale e meticoloso ossessionato dal tempo, che pianifica i suoi delitti con precisione cronometrica.

E Amelia Sachs fatica a conciliare la caccia all’Orologiaio con la sua prima indagine autonoma, il caso di un apparente suicidio che la porterà a scoprire inquietanti rivelazioni sul proprio passato che potrebbero minare alle basi il particolarissimo rapporto con Lincoln. Fortunatamente compare sulla scena dell’inchiesta un’inattesa quanto provvidenziale alleata per Rhyme: l’agente speciale del Bureau of Investigation della California Kathryn Dance, esperta nella lettura del linguaggio non verbale negli interrogatori, un vero lie detector vivente. Nonostante Rhyme si mostri scettico sull’attendibilità delle testimonianze e Kathryn nutra poca fiducia sulle prove fornite dai rilievi effettuati, la loro bizzarra collaborazione riesce a smontare quello che via via si configura come un meccanismo a scatole cinesi fatto di inganni e doppi giochi. Perchè l’Orologiaio è così interessato a un antico reperto conservato al Metropolitan Museum? E perché ha comperato dieci orologi uguali?
Con il contributo del resto dell’équipe investigativa – l’ostinato Sellitto, il tecnologico Cooper, il ruvido Bo Haumann e Ron Pulaski, la giovane recluta già incontrata ne La dodicesima carta – l’identità del fantomatico serial killer comincia a prendere forma, mentre lo scenario delle sue azioni si fa sempre più minaccioso, coinvolgendo la guerra in Iraq e lo spettro di un attentato…
La luna fredda tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, in una trama dal perfetto meccanismo a tempo che scandisce continui cambiamenti e colpi di scena a non finire, interpretata da un killer che non è solo un pazzo stravagante, ma l’assassino più astuto, il cattivo più spaventoso mai creato dalla mente geniale di Jeffery Deaver.

 

Jeffery Deaver, scrittore statunitense, ex avvocato, è nato a Chicago nel 1950 vive tra California e Virginia. Scrittore di romanzi Thriller, ha vinto per tre volte l'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, vinto il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. Ha conosciuto il successo internazionale con " il collezionista d'ossa", la prima indagine di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, da cui è stato tratto l'omonimo film.
Seguono poi Lo scheletro che balla, La sedia vuota, La scimmia di pietra, L’uomo scomparso e La dodicesima carta. È autore anche di Pietà per gli insonni, Il silenzio dei rapiti, La lacrima dei diavolo, Profondo blu, Sotto terra, della raccolta di racconti Spirali e del thriller storico Il giardino delle belve (Ian Fleming Steel Dagger Award 2004). Ha inoltre curato Suspense, antologia dei migliori autori di thriller di tutti i tempi. Tutti i suoi libri sono bestseller mondiali pubblicati in Italia da Sonzogno.

 

Prospettive di paura…
Anche in Italia noir, giallo e thriller occupano costantemente le classifiche

Che siano queste le PROSPETTIVE della letteratura?

Associazione Nausika
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